Funzione di produzione esercizi svolti: prodotti e rendimenti
Microeconomia UniCal - approfondimenti 21 Agosto 2026

Funzione di produzione esercizi svolti: prodotti e rendimenti

Scritto da

Redazione Weduup

Gli esercizi sulla funzione di produzione compaiono spesso quando il corso entra nel breve periodo: bisogna calcolare prodotto totale, prodotto medio, prodotto marginale e capire quando iniziano i rendimenti marginali decrescenti. Per gli studenti UniCal conviene usare questo articolo come approfondimento operativo e poi confrontarlo con la guida di Microeconomia UniCal; il programma ufficiale del proprio insegnamento resta il riferimento.

Che cosa devi sapere prima di svolgere gli esercizi

La prima regola, in Microeconomia, è dichiarare le ipotesi. Senza ipotesi corrette anche un conto formalmente giusto può portare a un'interpretazione sbagliata. Negli esercizi più frequenti sulla produzione si lavora quasi sempre nel breve periodo: la tecnologia è data, un input è variabile e almeno un altro input è fisso.

  • Output: un solo bene prodotto, misurato in unità fisiche.
  • Input variabile: di solito il lavoro, indicato con L.
  • Input fisso: spesso il capitale, indicato con K.
  • Tecnologia costante: non cambiano macchinari, metodo produttivo o qualità degli input mentre risolvi l'esercizio.
  • Ceteris paribus: tutto il resto resta fermo mentre osservi l'effetto della variazione di L.

Questa premessa serve per collegare algebra, grafico e significato economico. Se K è fisso e aumenta L, non stai studiando i rendimenti di scala: stai studiando come varia il prodotto quando aggiungi lavoro a una struttura produttiva data. È proprio qui che entrano in gioco prodotto totale, prodotto medio e prodotto marginale.

Prodotto totale, medio e marginale: definizioni che guidano i calcoli

Indichiamo con Q = Q(L) la funzione di produzione di breve periodo, dove il capitale fisso è sottinteso. Da qui derivano tre misure fondamentali.

  • Prodotto totale (PT): è l'output complessivo ottenuto con un certo livello di lavoro.
  • Prodotto medio del lavoro (PM): è l'output per unità di lavoro, quindi PM = Q/L, per L > 0.
  • Prodotto marginale del lavoro (Pmg): è l'incremento di output generato da un'unità aggiuntiva di lavoro. In forma discreta Pmg = ΔQ/ΔL; in forma continua Pmg = dQ/dL.

Le relazioni da ricordare sono poche ma decisive:

  • se Pmg > PM, il prodotto medio sta aumentando;
  • se Pmg < PM, il prodotto medio sta diminuendo;
  • il PM è massimo quando Pmg = PM;
  • il PT è massimo quando Pmg = 0;
  • se Pmg diventa negativo, l'output totale diminuisce: stai aggiungendo lavoro in eccesso rispetto al capitale fisso disponibile.

Questa è la struttura logica che devi applicare in quasi tutti gli esercizi di produzione microeconomia esercizi, sia quando il dato iniziale è una tabella, sia quando ti viene data una formula.

Esercizio svolto 1: dalla tabella ai prodotti

Supponi che un piccolo laboratorio abbia 4 macchine fisse e vari solo il numero di addetti. Il prodotto totale osservato è il seguente:

  • L = 0, Q = 0
  • L = 1, Q = 8
  • L = 2, Q = 18
  • L = 3, Q = 27
  • L = 4, Q = 34
  • L = 5, Q = 39
  • L = 6, Q = 42

Passo 1: calcola il prodotto medio. Dividi Q per L.

  • L = 1: PM = 8/1 = 8
  • L = 2: PM = 18/2 = 9
  • L = 3: PM = 27/3 = 9
  • L = 4: PM = 34/4 = 8,5
  • L = 5: PM = 39/5 = 7,8
  • L = 6: PM = 42/6 = 7

Passo 2: calcola il prodotto marginale. Qui ΔL = 1, quindi basta fare la differenza tra due livelli consecutivi di output.

  • da L = 0 a L = 1: Pmg = 8
  • da L = 1 a L = 2: Pmg = 10
  • da L = 2 a L = 3: Pmg = 9
  • da L = 3 a L = 4: Pmg = 7
  • da L = 4 a L = 5: Pmg = 5
  • da L = 5 a L = 6: Pmg = 3

Interpretazione economica. Il secondo lavoratore aggiunge più output del primo: è plausibile, perché consente specializzazione e migliore uso delle macchine. Dal terzo in poi, però, l'aumento dell'output continua ma con incrementi sempre minori. Questo è il punto centrale: i rendimenti marginali decrescenti non significano che l'output diminuisce subito, ma che cresce a un ritmo sempre più basso.

Dove sono i massimi? Il prodotto medio raggiunge il suo valore massimo intorno a L = 2 e L = 3, dove vale 9. Non a caso, per L = 3 hai anche Pmg = PM = 9. È la verifica algebrica della regola teorica. Il prodotto totale, invece, continua a crescere fino a L = 6 perché il prodotto marginale è ancora positivo.

Lettura grafica. Se disegnassi il PT, la curva sarebbe inizialmente più ripida, poi sempre più piatta. Il grafico del Pmg salirebbe all'inizio e poi scenderebbe; il grafico del PM salirebbe meno velocemente, raggiungerebbe un massimo e verrebbe intersecato dal Pmg proprio nel suo punto più alto.

Dalla formula al grafico: come leggere i rendimenti marginali

Molti errori nascono dal confondere livelli, pendenze e medie. Ricorda questa traduzione rapida:

  • PT ti dice quanto produci in totale.
  • Pmg ti dice la pendenza del PT: quanto aumenta Q se aumenti L di una unità.
  • PM ti dice la produttività media del lavoro: quanto produce, in media, ogni lavoratore.

Dal punto di vista grafico:

  • se il PT cresce e diventa sempre più ripido, il Pmg sta aumentando;
  • se il PT cresce ma si appiattisce, il Pmg è positivo ma decrescente;
  • se il PT è al massimo, il Pmg è zero;
  • se il PT scende, il Pmg è negativo.

Tre errori tipici negli esami sono: scambiare il massimo del prodotto totale con il massimo del prodotto medio, dimenticare che PM = Q/L non è definito per L = 0, e usare i rendimenti di scala per commentare un esercizio di breve periodo. Tenerli separati ti fa risparmiare molti punti persi per distrazione.

Esercizio svolto 2: funzione analitica con massimo del prodotto medio

Considera ora una funzione analitica originale di breve periodo:

Q(L) = 10L^2 - L^3, con 0 ≤ L ≤ 8.

L'ipotesi è sempre la stessa: il capitale è fisso, varia solo il lavoro.

1) Calcola il prodotto medio.

Per L > 0:

PM(L) = Q/L = 10L - L^2

2) Calcola il prodotto marginale.

Usando la derivata:

Pmg(L) = dQ/dL = 20L - 3L^2

3) Trova dove il prodotto medio è massimo.

Puoi farlo in due modi.

Metodo A: derivata del PM. Derivi PM(L):

dPM/dL = 10 - 2L

Ponendo uguale a zero ottieni:

10 - 2L = 0, quindi L = 5.

Metodo B: uguaglianza tra PM e Pmg. Imposti:

10L - L^2 = 20L - 3L^2

2L^2 - 10L = 0

2L(L - 5) = 0

Escludendo L = 0, resta L = 5.

I due metodi coincidono, come devono.

4) Calcola il valore del PM massimo.

PM(5) = 10·5 - 5^2 = 50 - 25 = 25.

5) Trova dove il prodotto totale è massimo.

Il PT è massimo quando il Pmg è zero:

20L - 3L^2 = 0

L(20 - 3L) = 0

La soluzione positiva è L = 20/3, cioè circa 6,67.

Interpretazione economica. A L = 5 ogni lavoratore produce in media 25 unità, il valore più alto possibile. Ma l'output totale continua a crescere anche oltre L = 5, fino a circa 6,67 lavoratori, perché il prodotto marginale è ancora positivo. Questo passaggio distingue con precisione efficienza media e crescita dell'output totale.

Lettura grafica. La curva del PM è una parabola rovesciata con massimo in L = 5. La curva del Pmg la interseca proprio lì e poi raggiunge lo zero prima che il PM diventi nullo. Il PT, di conseguenza, cresce fino a L = 20/3 e oltre quel punto inizierebbe a diminuire.

Esercizio svolto 3: rendimenti di scala e differenza dal breve periodo

Per evitare una confusione molto comune, considera una funzione di lungo periodo:

Q(K,L) = 2K^(1/2)L^(1/2)

Domanda 1: che rendimenti di scala ha?

Se raddoppi entrambi gli input:

Q(2K,2L) = 2(2K)^(1/2)(2L)^(1/2) = 2·2·K^(1/2)L^(1/2) = 2Q(K,L)

Dunque la funzione presenta rendimenti di scala costanti: raddoppiare tutti gli input raddoppia l'output.

Domanda 2: il prodotto marginale del lavoro può comunque essere decrescente?

Sì. Fissa il capitale a K = 9 e torna al breve periodo:

Q(L) = 2·3·L^(1/2) = 6√L

Allora:

PM(L) = Q/L = 6/√L

Pmg(L) = dQ/dL = 3/√L

Entrambi sono positivi ma decrescenti all'aumentare di L. Quindi puoi avere rendimenti marginali decrescenti nel breve periodo e rendimenti di scala costanti nel lungo periodo senza alcuna contraddizione.

Il significato economico è semplice: nel lungo periodo stai cambiando la scala complessiva dell'impresa; nel breve periodo stai aggiungendo lavoro a un capitale fisso. Anche graficamente i due problemi non si leggono nello stesso modo: i rendimenti marginali si osservano nel grafico Q-L del breve periodo, mentre i rendimenti di scala riguardano come cambia l'output quando tutti gli input aumentano insieme.

Checklist operativa per gli esercizi di produzione

  1. Dichiara sempre le ipotesi: breve o lungo periodo, quali input sono fissi e quali variabili.
  2. Scrivi la funzione o la tabella in modo ordinato, senza saltare i livelli di L.
  3. Calcola PT, PM e Pmg con la formula corretta: media per PM, differenza o derivata per Pmg.
  4. Individua i massimi giusti: PM massimo quando Pmg = PM; PT massimo quando Pmg = 0.
  5. Commenta il segno del Pmg: positivo, nullo o negativo.
  6. Collega il risultato al grafico: più ripido, meno ripido, punto di massimo.
  7. Chiudi con il significato economico: specializzazione iniziale, congestione del fattore fisso, efficienza media, saturazione della capacità produttiva.

Come ripassare Microeconomia in modo mirato

Se dopo questi esempi vuoi rivedere l'argomento in modo ordinato, il percorso di Microeconomia su Weduup raccoglie lezioni online registrate e on-demand, organizzate per il singolo esame, con esercizi e appelli quando previsti. I contenuti si seguono tramite l'app desktop Weduup per Windows e macOS.

Per questo tipo di tema la modalità on-demand è utile soprattutto quando vuoi riascoltare più volte i passaggi tecnici, per esempio il calcolo di prodotto medio e marginale o la lettura del grafico, senza dipendere da un orario fisso. Resta comunque fondamentale verificare sempre il taglio richiesto dal tuo insegnamento e dal programma ufficiale.

Conclusione

Negli esercizi sulla funzione di produzione non basta saper fare i conti: devi saper dire che cosa stai assumendo, che cosa misura ogni grandezza e perché il risultato ha senso economicamente. Se tieni insieme questi tre livelli, algebra, grafico e interpretazione, la maggior parte delle domande su prodotto medio marginale, prodotto totale e rendimenti diventa molto più gestibile.

Prima di passare all'esercizio successivo, prova a verificare da solo quattro punti: input fisso e variabile, formula del PM, formula del Pmg, condizione del massimo richiesta dalla traccia. È un controllo rapido, ma spesso fa la differenza tra una risposta corretta a metà e una risposta davvero completa.

Domande Frequenti

Come si calcola il prodotto marginale?

Si misura l'aumento di output dovuto a un'unità in più di input variabile: in tabella è ΔQ/ΔL, con funzione continua è la derivata dQ/dL.

Quando il prodotto medio è massimo?

Il prodotto medio raggiunge il massimo quando coincide con il prodotto marginale, cioè nel punto in cui PM = Pmg.

Che differenza c'è tra rendimenti di scala e rendimenti marginali decrescenti?

I rendimenti di scala riguardano il lungo periodo e la variazione congiunta di tutti gli input; i rendimenti marginali decrescenti riguardano il breve periodo con almeno un input fisso.

Negli esercizi di Microeconomia devo usare differenze o derivate?

Dipende dai dati: se hai una tabella usa di solito le differenze finite, se hai una funzione analitica continua usa le derivate, salvo indicazioni diverse della traccia.